Settimana scorsa, nella mia pagina Instagram (@giulianamaggiopsicologa) abbiamo visto come le prime relazioni (con la madre e con le altre figure di accudimento) influenzano il successivo modo di relazionarsi con gli altri. È all’interno di questi primi scambi relazionali che costruiamo la nostra percezione degli altri e di noi stessi, nonché di come sono le relazioni stesse.

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Successivamente tenderemo a riproporre questi modelli comportamentali perché sono quelli che conosciamo e abbiamo sempre conosciuto e, come tutto ciò che è in qualche modo prevedibile, rassicura, anche se si tratta di qualcosa di disfunzionale.

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Ecco perché la scelta del partner non avviene in modo casuale ed ecco perché ci sono persone che si trovano sempre “incastrate” all’interno di alcune relazioni o con partner dalle medesime caratteristiche.

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Nelle storie in evidenza “Scelta partner” ritrovate il tutto, con particolare attenzione a due stili di attaccamento che si possono instaurare nelle prime fasi di vita, quello evitante e quello ambivalente, e ai successivi modelli relazionali che ne conseguono.

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Cambiare stile di attaccamento è possibile? Sì, diversi studi dimostrano che si può passare da un attaccamento insicuro a uno sicuro, vivendo le relazioni in maniera più soddisfacente e con meno sofferenza. Come? Attraverso la possibilità di vivere altre e diverse relazioni personali o attraverso percorsi terapeutici, che aiutano la persona a curare vecchie ferite e a trasformare il tipo di attaccamento.