Nella terapia con i bambini il disegno è uno strumento utilissimo, non solo per mettere i piccoli pazienti a loro agio e creare un contesto accogliente che faciliti l’alleanza, ma perché si tratta di uno strumento di espressione e comunicazione laddove non è ancora possibile, data l’età, esprimersi così profondamente mediante l’uso deliberato della parola (o, alle volte, si ha molta paura a farlo).

Attraverso forme, colori e storie i bambini proiettano il loro mondo interno, così come la percezione dell’ambiente esterno.

I disegni sono ricchi di informazioni utili per lo psicologo, che attraverso un’attenta lettura e interpretazione ricaverà dati sulla personalità, sullo stato emotivo, sui bisogni, sui conflitti interiori, sulle difese, sul livello di sviluppo emotivo, sulle dinamiche relazionali.

Fondamentale però è sempre contestualizzare e comparare il disegno con più strumenti (primo tra tutti il colloquio clinico e l’osservazione diretta), evitando interpretazioni rigide che non tengono conto del contesto generale e che rischiano di farci incappare in letture prestabilite ed errate.

Nelle storie salvate sul profilo Instagram (“disegno bimbi”) ve ne parlo un pochino, presentandovi quelli che sono i test carta-matita che conosco io e che utilizzo nella pratica clinica.